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5 giugno 2005

Le fate dell' Est

  

    Le donne dell’ Est stanno colmando ogni realtà fisica e immaginaria di una gran parte di maschi italiani. Sono Russe, Bielorusse, Ucraine, ma anche Polacche, Rumene, Lettoni e Moldave. Possono chiamarsi Olga, Irina, Tatiana dal volto quadrato i fianchi generosi e i denti smaglianti. Buone per tutto quello che gratifica i nostri corpi di maschi mollicci e delicati. Capaci di curare le nostre piaghe da decubito, pulirci il sedere senza schifarsi, lavarci, vestirci e, quando arriva l’ ora, comporci con l’ abito buono e le mani incrociate pronti all’ ultimo viaggio. Non solo, ma le stesse Anastasia, Alena, Ludmilla, occhi color ghiaccio da gatte delle nevi, seni di granito e labbra di corallo son capaci di farci tornare allocchi innamorati anche dopo i cinquanta. Con loro siamo tutti Casanova irresistibili, padroni di casa ancora sensuali e virili a dispetto dei nostri matrimoni logorati. Sono le fate salvatrici che vengono dall’ Est. Per il miracolo di renderci la regalità di maschi ci chiedono poco in fondo, qualche briciola del nostro benessere, poco più che un lavavetri, ma fanno per noi quello che nessuna donna del nostro paese ha più voglia di fare.
   Solo da tre anni l’ Accademia della Crusca ha stabilito che nella nostra lingua il termine “badante”debba essere riferito a un essere umano. Una volta si usava per i precari guardiani di bestiame. E’ significativo lo slittamento lessicale che definisce tale prestatore d’ opera che passa dal pascolare mucche e pecore ad assicurare i bisogni primari ad esseri umani che non possono più badare a sé stessi, tanto meno hanno a disposizione familiari disposti a farlo. Le slave per bisogno coprono un vuoto nel naturale avvicendamento delle generazioni, fanno il lavoro che dovrebbe essere affidato a figli e parenti, ma questi oggi non possono, non vogliono, non hanno tempo, non hanno stomaco. In una società ancor prossima alla contemporanea esisteva per istituzione in ogni famiglia numerosa una figlia destinata sin da ragazza ad occuparsi dei genitori non più autonomi. Molti ricorderanno come zie un po’ svampite queste vergini votate a pitali, lavacri pietosi e notti di veglia. Oggi le zie hanno altro da fare, o lavorano o vanno in crociera. “Anche se può sembrare una bestemmia, colpisce la contiguità che esiste tra la figura della badante e quella della prostituta - dice il sociologo ed economista Guido Viale - sono entrambe donne immigrate che si occupano del corpo di altre persone, italiane ed europee, le quali non sanno risolvere da sole problemi di carattere fisico e psicologico”. E’ un affermazione sicuramente forte, ma rivela quanto alla celebrazione dei corpi perfetti corrisponda l’ abbandono di quelli meno gratificanti, ma pur bisognosi di cura e amore: “In un caso si tratta di organizzare la vita di anziani non più autosufficienti, nell’altro di soddisfare delle esigenze sessuali al di fuori delle soluzioni normalmente offerte loro dalla famiglia e dalla collettività” spiega ancora Viale.
   La badante facilmente forza il suo ruolo, spesso è una donna di istruzione superiore, acquisisce velocemente dati e informazioni sui meccanismi che regolano ogni aspetto finanziario nelle nostre famiglie. Quando i parenti si mettono in mezzo tra la generosità dell’ assistito e la badante: “sono loro stesse a chiedere l’ intestazione di fondi assicurativi, molto più discreti e “intoccabili” da parte dei legittimi eredi”-sussurra una funzionaria di banca romana- sapesse quanti anziani vengono qui assieme alla badante per farsi suggerire come beneficiarla senza che i figli possano intervenire!” Le cronache pullulano di beghe giudiziarie di familiari che vorrebbero interdire il padre o il nonno prima che metta a rischio la loro eredità. ”E’ un momento strano questo, in cui il più cafone degli italiani può avere alle sue dipendenze una dottoressa in chimica per badargli il padre incattivito dalla demenza senile -commenta la scrittrice Barbara Alberti esperta di letteratura russa- è chiaro che molti le vogliano sposare, in Italia qualsiasi disgraziato era un re in casa sua, o per la moglie la sorella che lo facevano sentire tale. Poi le donne hanno smesso di servire il loro uomo. Oggi i maschi pagano per un ritorno al passato, ma la loro è solo un’ illusione. Le russe che pensano di comprarsi hanno una cultura molto superiore alla loro.” Ogni anno secondo l’ Istat si celebrano in Italia circa 20000 matrimoni misti, il 38% avviene con donne dell’ est. Quasi la metà delle donne russe è single, secondo quanto dicono i dati del direttore dell'istituto di demografia dell'Accademia delle scienze di Mosca Andrei Vishnevski,. Questo rende l’ unione alle nostre latitudini ancor più facile, le donne russe sono ormai il 15% in più rispetto maschi, vivono in media molto più dei loro uomini, spesso minati dall’ alcol, quindi esportano mano d’ opera e affetto. Oltre che all’ incontro fulminante con la badante, l’ evento matrimoniale si può propiziare anche grazie ad agenzie specializzate.
   “Donne russe” è la chiave di ricerca che in rete apre le porte al più fantastico serraglio di bellezze slave da ammirare, da provare e forse da sposare. Sono migliaia e migliaia le foto classificate in rigorosi data base che permettono di scegliersi la bellezza dell’ est più conforme ai propri gusti. Classifica per età, altezza, addirittura peso. Ho chiesto a
bellezzarussa.com di visionarne qualcuna della serie “oltre i 90 chili” incredibilmente me ne hanno snocciolate di grasse e imponenti, ma anche loro con la pelle d’ avorio e gli occhi da gazzella. Chi vuole può lasciarsi guidare dall’ organizzazione che fornisce interprete, indirizzo per scrivere, incontri in albergo o residence per vedere se scatta il feeling. Se la prova non soddisfa, si può ritentare con un'altra.. Avverte l’ agenzia in italiano stentato:“Tutti gli ordinazioni vengono presi elettronicamente usando il nostro server delle carte di credito. Vi mandiamo indirizzi scelti da voi via e-mail in qualche minuta. Premete qui per prenotare gli indirizzi.” Dietro ogni indirizzo una bellezza dell’ Est che attende e una donna italiana che deve cominciare a preoccuparsi.
AMORI BADANTI
   La badante turbatrice di quiete matrimoniale ha celebrato la sua epica a Trentola Ducenta, nel’ agro aversano. Qui le proteste delle donne locali esasperate dalle fughe dei mariti con donne dell’ est avevano costretto il sindaco a prendere provvedimenti, rimandandone parecchie ai paesi d’ origine. “E’ vero qualche anno fa l’ arrivo in massa delle badanti ha sfasciato molte famiglie” Ci dice Antonio Pascale, narratore in molti suoi libri della provincia di Caserta in cui è nato: ”le prime ad arrivare alla fine degli anni 90 erano donne di una certa età con alle spalle matrimoni terrificanti con mariti alcolizzati , miseria e botte, poi hanno richiamato le sorelle più giovani. Da noi era diventato d’ uso comune la frase ‘ prenditi una polacca!’ quando c’ era un vecchio in famiglia da accudire”. Queste donne, ci racconta Pascale, facevano una vita durissima tutta la settimana, ma alla domenica andavano in piazza dei vari paesi: “il primo richiamo è stato quello dei sensi, capitava che venissero circondate da vecchi contadini, zitelloni, finti play boy “. Scatta poi la molla seduttiva anche per gli sposati, queste donne rappresentano situazioni perdute, dall’ eccitamento erotico alla felicità coniugale.
   Dopo un menage familiare oramai nella fase di congelamento, nasce il patto sociale basato sullo scambio, le donne slave regalano agli uomini locali una seconda giovinezza, in cambio chiedono la solidità economica e sociale.” Gli uomini si innamorano, mollano la famiglia, se le sposano e fanno con loro una nuova figliolanza. Il classico connubio tra una badante dell’ est e il suo “assistito” è stato invece romanzato dallo scrittore Paolo Teobaldi: “ho osservato per qualche tempo la solita gente che staziona neghittosa nella Piazza del Popolo di Pesaro e ho capito che l’ immaginario delle badanti slave stava invadendo le chiacchiere e i sogni di moltissimi uomini.” Nasce così tra le storie orecchiate “La badante”(ed. e/o Roma). E’ la vicenda di un magistrato in pensione, vedovo in una casa enorme rispetto alla sua solitudine, accetta il consiglio del prete e si prende in casa Olga la badante Moldava. Da subito si comincia a creare una certa turbolenza nei ricordi carnali del vedovo. Lei stende ad asciugare mutande e i reggiseno di foggia antica e desueta, nulla a che fare con tanga e perizoma da donne moderne e liberate: “oneste mutande femminili, belle larghe per fasciare i fianchi di una donna come dovevano essere quelli di Penelope…” Il primo cedimento al sesso ancillare avviene quando la moldava si alletta con influenza e raffreddore. L’ anziano magistrato la soccorre con un vasetto di Vics Vaporub. Galeotto fu il balsamico unguento, tra termometri, calori febbrili e vampe di passione il vedovo si assicura con Olga il sollievo per la sua carne e l’ assistenza sanitaria per la sua vecchiaia.
I SEGRETI DELLE DONNE RUSSE
   Un vero manuale on line di educazione sentimentale. Un supporto per chi voglia far breccia nei cuori delle belle russe in digitale esposizione nei tanti siti web. La signora Marina Fedorova è una delle tante che organizzano incontri a fini matrimoniali. Ci raccomanda di non fare gaffes nella delicata fase della corrispondenza con una delle migliaia di gazzelle della steppa di tutte le età che aspettano uomini nel suo sito
inter-mariage.com. Per non sbagliare occorre tenere a mente regole ben precise: “Evitate di parlare di sesso nelle vostre lettere e sottolineate il fatto che cercate una moglie e non una casalinga. Fatele capire che siete una persona ragionevole e spiegatele le ragioni per cui cercate una donna dell’Europa dell’Est.” Per rassicurare gli italiani di non eccelsa condotta Madame Fedorova ci tiene a sottolineare che le russe sono molto tolleranti: “I russi sono spesso dei Don Giovanni, perché per loro avere varie relazioni con diverse ragazze, dimostra la loro virilità e la loro forza. Le donne russe sopportano con più o meno pazienza l’infedeltà dei loro compagni.” Ma gli aspiranti mariti che scrivono sarebbe bene che sorvolino su una loro eventuale dubbia prestanza: “ Se avete 26 anni e siete ancora vergini, loro penseranno che avete un gran problema (psicologico o fisico) e vi fuggiranno come la peste: evitate di affrontare questo soggetto e lasciatelo semmai per la notte di nozze! “
     Il sesso è naturalmente l’ argomento più difficile da trattare, ma la Fedorova, seppur con una certa rudezza ci mette in guardia sul fatto che parlarne troppo potrebbe far innervosire la futura spasimante: “Entra raramente a far parte delle conversazioni fra amici. Questo non vuol dire che le donne russe abbiano paura del sesso o che abbiano vergogna dei piaceri provocati dal sesso, solo non ne parlano.” Già, sembra che abbia letto nel pensiero dei tanti chiacchieroni e cervellotici, qui solo fatti signori!: “In Russia è mal visto il parlare di sesso prima che questo non arrivi naturalmente. Una volta sposati, una donna russa risponderà senza esitazioni alle vostre domande” Marina Fedorova in fine tranquillizza anche quelli che, vedendo la galleria delle splendide gigantesse in esposizione, possano pensare a “sorprese” da natura aliena: “Ultima precisazione: gli uomini occidentali sposati a donne russe dicono in maggioranza che non ci sono particolari differenze fra ragazze russe e occidentali per quanto riguarda il sesso!!!”
Gianluca Nicoletti (LA STAMPA 13/maggio/2005)




permalink | inviato da il 5/6/2005 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

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