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14 gennaio 2006

Libero spot a S.Marino

 In Italia, da circa un anno e mezzo, in virtù della legge Gasparri non si dovrebbero più girare spot con minori di 14 anni, eppure la televisione è ancora piena di piccoli attori testimonial di pannolini, merendine giocattoli e ogni altro prodotto in cui la presenza di un bambino aiuti a dare il giusto calore. Quale è il trucco? Semplice, gli spot vengono girati all’ estero, ma preferibilmente nel paese straniero più a portata di mano: lo Stato di S.Marino. L’ attività di piccoli divi della pubblicità, negata in Italia, sta diventando per bimbi locali il gioco più divertente e per i loro genitori una piccola risorsa in più nel bilancio familiare. “Dopo il divieto per aggirare l’ ostacolo gli spot si andavano a girare all’ estero- conferma Francesco che è Executive Producer di una società romana. Racconta che esistono dei paradisi del libero spot minorile, naturalmente si sono organizzati per venire incontro, nella miglior maniera possibile, al mercato italiano che, per una riga dell’ articolo 10 della legge Gasparri (Tutela dei minori nella programmazione televisiva), è costretto all’ emigrazione temporanea. In base alla norma l'impiego di minori di 14 anni è “vietato per messaggi pubblicitari e spot”, ma la pubblicità evidentemente non può far a meno dei bambini e quindi, chi ha molti mezzi, può volare a Città del Capo. “Il Sudafrica fornisce ‘materia prima’ di ottima presenza e- a sentire il nostro esperto- già selezionata perché sia confondibile con i bambini italiani. C’ è anche chi va in Spagna o in Svizzera, ma S. Marino si sta rivelando la migliore soluzione in assoluto.” Per gli italiani ogni divieto è, con la buona pace di tutti, aggirato. Il contratto di lavoro degli artisti in erba è con una società locale, che poi cede i diritti di sfruttamento. La famiglia incassa in media un migliaio di euro per pubblicità, somma che varia con il tempo di utilizzo dello spot.  L’ uomo che ha sensibilizzato i locali alla nuova attività è Lapo Tanelli, fondatore della “Wobinda Produzioni”. Il pubblicitario bolognese gioca quasi in casa: “Siamo su San Marino da circa un anno e mezzo, giusto da quando è entrata in vigore la legge. Lavoriamo con un bacino di sei settecento bambini, distribuiti in varie fasce d’ età dagli zero ai dodici anni. Se si considera che S. Marino ha trentamila abitanti è una bella percentuale!” All’ inizio naturalmente i pionieri dei baby spot hanno trovato grandi difficoltà, sul posto non c’ era nulla, ma da due mesi è sorto un vero teatro di posa di mille metri quadrati, qui si realizza circa il quaranta per cento delle pubblicità con minori delle maggiori reti nazionali: “Più che altro usiamo bambini sanmarinesi, ma se il cliente ha richieste specifiche si prendono bambini all’ estero e si portano qui.” Tanelli si occupa del casting e delle locations, si è radicato nel territorio, conosce i genitori, organizza due o tre casting al mese. Si gira in esterno per la città o nelle campagne vicine. Per gli interni nel teatro dove è stato ricostruito un intero appartamento. Lo spot di solito porta via un giorno lavorativo, il pomeriggio precedente si fa la prova costumi, per non far perdere troppa scuola ai bambini. La palma di apripista al baby spot made in S. Marino spetta però a Pierangelo Spina. Un quarantenne di Rimini, da vent’ anni in pubblicità, ha fondato la “Rosaspina Produzioni” proprio qualche mese prima che la Gasparri diventasse operativa. Messo alle strette ha avuto l’ intuizione che, per continuare a lavorare con i clienti che chiedevano bambini, non occorreva andare tanto lontano: “Ho cominciato a studiare la legislazione di S Marino, ho capito che questa Repubblica aveva totale autonomia in materia di pubblicità e minori, soprattutto i suoi bambini erano cittadini stranieri a tutti gli effetti.” All’ inizio è stato necessario convincere i clienti che per girare con i minori si poteva anche restare nella Penisola, loro un paese straniero ce l’ avevano a portata di mano: “Nessuno ci credeva, dicevano che la legge non lo permetteva eccetera, ma io mi sono fatto scrivere una documentazione dal Governo di S. Marino, con questa ho dimostrato agli uffici legali delle varie agenzie che non andavamo contro nessuna legge.” Così è arrivato il primo lavoro con l’ Armando Testa di Torino e poi via via gli altri. Oggi è sufficiente sfogliare la sezione “Reel” del sito www.rosaspina.com per rendersi conto che la quasi totalità delle pubblicità con minori è girata a S, Marino. La legge lo vieterebbe, ma dei bambini hanno fatto la loro parte nel promuovere quei prodotti. Basta però guardarli con attenzione per notare che hanno tutti qualcosa di familiare, per forza sono quasi parenti tra loro, per quanto si cerchi di farli ruotare, alla fine i bimbi di S. Marino quelli sono!

Gianluca Nicoletti (LA STAMPA 31/12/05)



------------------Che ne dice l' ex Ministro Gasparri-------------------------

Onorevole Gasparri, ma lo sa che a s. Marino, in barba all’ articolo 10 della sua legge, si continuano a girare spot con minori.?
Non lo sapevo, ma non mi meraviglia. Quell’ articolo già allora conteneva un’ ipocrisia di fondo. Fu un colpo di mano, il divieto tassativo di spot con minori di anni 14 fu inserito come un emendamento da chi voleva fare ostruzionismo alla legge. Lo lasciammo perché volevamo concludere, ma oggi come allora sono convinto che non sia possibile presentare certi prodotti senza servirsi di bambini.
Quindi secondo lei il famoso emendamento dell’ articolo 10 non nasce dalla volontà di tutelare l’ infanzia? E’ chiaro, chi allora volle inserirlo non era sicuramente mosso da una sincera preoccupazione per l’ infanzia, ma aveva un fine politico. Al contrario io sono fiero di aver posto, con quella legge una pietra significativa sull’ edificio della tutela dei minori. Ho fatto rafforzare tutte le norme a loro salvaguardia e ho creato il comitato per l’ applicazione del codice di autoregolamentazione con possibilità di sanzionare chi trasgredisca.
Si ma torniamo al divieto per i baby spot; è tutto in una sola righina striminzita: “L'impiego di minori di anni quattordici in programmi radiotelevisivi, oltre che essere vietato per messaggi pubblicitari e spot…ecc ecc” sembra che lasci aperte molte possibilità di essere aggirato? Si, infatti non si specifica bene se sia vietato produrli, trasmetterli o altro, ma è nebuloso proprio perché allora chi lo inserì se ne fregava dell’ interesse dei minori, ma era interessato solo a contrastare la legge. Per questo è stato così facile poi trovare l’ escamotage di andare a fare gli spot all’ estero o, come lei mi dice, girarli più semplicemente a S.Marino. Per questa ragione era nostra intenzione rimetterci le mani con un disegno di legge di revisione di quell’ articolo, fu approvato alla Camera (nel febbraio 2005), ma poi si è fermato al Senato. Sarebbe auspicabile che entro la fine della Legislatura potesse essere approvato.
Si, ma se, come sembra più probabile, nessuno ci metterà mano, si continuerà ad eludere la legge con le furbate? Come le ho detto purtroppo nasce tutto da un’ ipocrisia , come è possibile promuovere un prodotto per bambini senza usare attori della stessa età di chi ne fa uso? Ce lo vede un adulto che pedala su un triciclo o gioca con i pupazzi. E i pannolini per i neonati mica possiamo farli mettere a Rosy Bindi… Oh attenzione questa è una battuta!
Ma comunque stiano le cose per S. Marino si è aperto un nuovo mercato. Lei che ne pensa? Adesso che me lo dice voglio verificare se, chi allora ha presentato l’ emendamento, abbia potuto trarre da questo un beneficio personale. Non vorrei che ci fosse sotto un conflitto di interessi. (G.N.)

 




permalink | inviato da il 14/1/2006 alle 14:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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